Il Senato approva in via definitiva l’Intesa con l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia

Giornata storica per l’Ortodossia in Italia oggi, visto che vengono giustificati i grandi sforzi  ed I sacrifici di Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, per arrivare a questa tappa storica.

Più specialmente, oggi pommeriggio, Mercoledì 18 luglio, la Commissione Affari costituzionali ha dato il via libera in sede deliberante al ddl n. 2233-B relativo all'intesa con la Sacra Αrcidiocesi Οrtodossa, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera. L’Intesa fu presentata al Senato l’8 giugno 2010, approvata in prima lettura in Senato il 12 ottobre 2011 e in prima lettura alla Camera il 20 giugno 2012. L’approvazione di oggi, un traguardo atteso ormai da oltre 15 anni, è il risultato del prestigio sociale e dei grandi sforzi che ha iniziato S. Em.za il Metropolita Gennadios, subito dopo la sua elezione ed Intronizazione (1996) come Arcivescovo della nuova Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico.

Subito dopo l'annuncio dell'approvazione dell'Intesa, Sua Eminenza, che in questi giorni compie la sua Visita Pastorale in Calabria e in Sicilia, ha celebrato un “Te Deum”, e ha ringraziato il governo italiano e tutti coloro che hanno contribuito a questo grande sforzo, Senatori e Parlamentari, in particolare i On. Senatori Lucio Malan e Stefano Ceccanti, che erano i principali sostenitori davanti alle autorità italiane. (dal sito religioso amen.gr)


   Sfogliando qualche cartella dell’Archivio...

 La Chiesa Ortodossa Greca

nei paesi dell’Ovest e del centro Europa

e la Chiesa Cattolica in Grecia

(indicativamente):

 

in Austria: con legge statale. dal 1967, vengono riconosciuti alla Chiesa Ortodossa gli stessi diritti della Chiesa Cattolica. Recentemente, il nuovo Metropolita greco ortodosso di Austria e Esarca di Ungheria, è stato intronizzato a Budapest in una chiesa cattolica, offerta per l’occasione, perchè la chiesa ortodossa della città è “occupata” dai russi ortodossi.

 

in Belgio: dal 1985 lo stesso riconoscimento lo si ha in Belgio per iniziativa dei parlamentari cattolici. Inoltre il clero greco ortodosso viene stipendiato dallo stato belga (sebbene si tratti di stranieri);

 

in Germania: il riconoscimento giuridico della Chiesa greco ortodossa è avvenuto nel 1974. Quando ancora non c’era la cattedrale ortodossa il metropolita greco ortodosso “di Germania” fu intronizzato nella cattedrale cattolica, messa a disposizione per l’occasione. Nello stesso paese numerose chiese cattoliche sono state concesse ai greco ortodossi per il culto. Inoltre sono state costruite e si costruiscono tutt’ora nuove chiese con l’aiuto economico della Chiesa cattolica;

 

in Irlanda: è stata concessa ai greco ortodossi una chiesa centrale cattolica della capitale;

         

in Italia: a Venezia c’è stato il solenne insediamento del “Metropolita d’Italia e di Malta” alla presenza delle autorità religiose e civili della città. A Torino è stata data alla comunità greco ortodossa la chiesa di Santa Croce. Tale chiesa, secondo la concezione greco ortodossa, da cattolica è divenuta cristiana! Nel 2003 è stata concessa alla comunità greco ortodossa di Roma la storica chiesa di San Teodoro al Palatino. Complessivamente sono state date agli ortodossi in Italia più di 250 chiese cattoliche! Il 18 luglio 2012 è stata approvata l’Intesa tra lo Stato Italiano e “l’Arcidiocesi greco ortodossa d’Italia e Malta”. Quest’ultina ha ormai gli stessi diritti della Chiesa Cattolica in Italia.

 

          Certamente in questi paesi vige la separazione tra chiesa stato e la legislazione prevede il riconoscimento degli enti giuridici ecclesiastici, che lo Stato rispetta e sostiene senza distinzione di confessione religiosa.

          Inoltre il significato di “persona giuridica di diritto civile” ha una valenza diversa da quella presente nella legislazione greca.

 

          Gli Stati dell’Europa Occidentale non si intromettono negli affari ecclesiastici come succede in Grecia, dove il Governo vuole avere la chiesa negli ingranaggi della macchina statale. Negli altri paesi la Chiesa greco ortodossa si adatta senza difficoltà alla legislazione ivi in vigore perché il legislatore, rispettando la sua identità, la riconosce così com’è come  persona giuridica ecclesiastica, senza intromettersi nei suoi affari.

Qui nella nostra patria, che vuole “appartenere all’occidente”, ma che continua a rimanere ancorata al diritto bizantino e alla vecchia mentalità religiosa dell’impero ottomano:

 

          La Chiesa Cattolica è considerata dallo stato come “culto straniero” (secondo la mentalità greco ortodossa è veramente greco chi è cristiano ortodosso) e affronta spesso problemi di natura giuridica a motivo del vuoto legislativo che sussiste nel codice greco. Il 19 aprile 2006 l’allora Ministero dell’Istruzione e dei Culti stabilì una Commissione che aveva come scopo “lo studio e la preparazione di una proposta di legge riguardante la personalità giuridica della Chiesa Cattolica in Grecia”; nonostante le promesse di persone competenti e le concrete proposte della Chiesa Cattolica per una soluzione del problema che da tanti anni la affligge, fino ad oggi (luglio 2012) non è successo niente.

 

          Mentre vengono riconosciute come personalità giuridiche della Chiesa Cattolica le istituzioni più importanti esistenti il giorno dell’entrata in vigore del Codice Civile (23 febbraio 1946), dopo tale data la Chiesa Cattolica non ha più avuto la possibilità di erigere nuovi enti riconosciuti dallo Stato perché la legge non contempla nessuna modalità. (La Chiesa Cattolica, stando al Codice Civile, non può essere “associazione” o “istituzione” o “società” - cioè le sue decisioni dipenderanno dall’Assemblea Generale - , ma neanche può essere considerata “persona giuridica di diritto publico” con il significato che questo termine ha nella nostra patria, perché in tal caso diventerebbe “chiesa nazionale” e cesserebbe di essere cattolica).

 

          È stato necessario ricorrere al Consiglio d’Europa (Strasburgo) perché fosse riconosciuta dallo Stato la personalità giuridica della cattedrale cattolica di Creta, costruita nel 1500, perché non erano state osservate le condizioni previste dal Codice Civile del 1946 (!).

 

          Pure ai nostri giorni e per bocca di eminenti personalità ecclesiastiche ortodosse la Chiesa Cattolica in Grecia viene equiparata alle varie eresie e sette.

 

          Tutto ciò è detto a titolo indicativo, sfogliando qualche cartella dell’archivio...

 

          Una osservazione. In questi ultimi anni si parla spesso del riconoscimento delle minoranze religiose in Turchia, in vista delle trattative per l’entrata di questo paese nell’Unione Europea.

          Giustamente, tanto il nostro Governo quanto i vari politici si interessano dei diritti del Patriarcato Ecumenico.

          Ma si sono accorti che le argomentazioni addotte dai Turchi per il non riconoscimento dei diritti del Patriarcato sono le stesse che vengono usate nel nostro paese per non riconoscere i diritti della Chiesa Cattolica in Grecia?

          Con queste affermazioni non intendiamo dire che la situazione religiosa greca è identica a quella che si trova in Turchia, ma che lo spirito e le argomentazioni con cui si affrontano i “culti stranieri” (“ξένα δόγματα”) sono simili.


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